
Questa era la situazione, ieri!! E come si voleva dimostrare...oggi della neve neanche l'ombra!
Si è tutta sciolta! La neve è bellissima sì, ma nei posti giusti, dove non porta disagi e dove può rimanere candida per giorni e giorni.
Mentre camminavo nella neve...guardavo i bambini che incuranti del freddo si rincorrevano e pensavo che in fondo per essere felici...nella vita basta veramente poco...a volte...anche una nevicata improvvisa!
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Una delle più belle poesie d’amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana. E’ intitolata :< Le cose che non hai fatto > - Eccola:
Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchia nuova e l’ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l’hai fatto.
E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato :< Te l’avevo detto ! > Ma tu non l’hai fatto.
Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l’hai fatto.
Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchia? Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l’hai fatto.
E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l’hai fatto.
Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.
Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
C'erano tante cose che volevo farmi perdonare
quando tu saresti tornato dal Vietnam.
Ma...tu non sei tornato.
Una regola d'oro
Passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito. Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, perché non passeremo nel mondo due volte.
"Quaranta storie del deserto" di Bruno Ferrero
Sì, ci sono tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi e miproteggevi . C’erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti to

Oggi è nevicato....qui in Liguria quando nevica è sempre un'avvenimento e in pochi giorni questa è stata la seconda volta... un record!
La città va in tilt e il servizio dei bus nelle alture comincia a scarseggiare. Della serie: non siamo organizzati per la neve!
Oggi quindi sono stata in casuccia al caldo.
E vagando sul web ho letto delle righe che vorrei dividere con voi
CHE COSA PENSANO I BAMBINI
Io non capisco i grandi.
Perchè coprono la luce del sole, tolgono i fiori dalle piante per lasciarli marcire in un vaso e chiudono in gabbia gli uccellini? Perchè hanno dipinto ogni cosa di grigio ed hanno riempito il cielo di antenne e ciminiere?
Io non capisco i grandi
Perchè si credono importanti per il solo fatto di essere grandi? Perchè non mi lasciano camminare scalzo nè sguazzare sotto la pioggia? Perchè mi comprano i giocattoli e poi non voglioni che li usi perchè si rompono!
Io non capisco i grandi.
Perchè hanno messo un nome difficile alle cose semplici? Perchè litigano e passano la vita a discutere? Perchè vogliono lavori importanti e poi passano il tempo seduti su una sedia?
Io non capisco i grandi.
Perchè non provano piacere a perdere tempo guardandosi intorno e non vanno sulla giostra? Perchè quando mi comporto male minacciano di farmi un’iniezione e quando mi ammalo mi dicono che un’iniezione mi farà bene?
Io non capisco i grandi.
Pervchè vogliono che mangi ad orario fisso e non quando ho fame? Perchè quandfo faccio delle domande non mi rispondono perchè sono troppo piccolo e quando voglio un leccalecca mi dicono che sono troppo grande? Perchè dicono bugie senza crederci e ogni volta che mentono lo sento e soffro molto? Perchè mi chiedono di essere buono e mi regalano pistole, frecce e fucili per giocare? Perchè hanno riempito la casa di cristalli, porcellane e cose che si rompono ed io non posso toccare quello che vedo? Perchè hanno perso la voglia di correre e di saltare? Perchè si sono dimenticati delle cose che da bambini amavano tanto? perchè prima di divertirsi chiedonoil permesso all’orologio?
Io non capisco i grandi.
Perchè quando faccio qualcosa di male mi dicono "Non ti voglio più bene" e così ho paura che smettano di volermi bene sul serio?
Per favore, papà, mamma, capitemi. Le mie mani sono piccole e per questo lascio cadere il bicchiere senza volerlo. Le mie gambe sono corte, per favore aspettatemi e rallentate il passo così posso camminare accanto a voi. Non picchiatemi sulle mani quando tocco qualcosa di bello e dai colori brillanti. Voglio soltanto conoscere!
Per favore guardami quando ti parlo così saprò che mi stai ascoltando. Non mi sgridare tutto il giorno. Lascia che faccia i miei sbagli senza farmi sentire stupido Ricordati che sono un bambino e non un adulto.
A volte non capisco quello che dici…
Ti voglio tanto bene.
Per favore amami per quello che sono e non per quallo che faccio.
(di Francesca Parodi)

Il 6 e 7 ottobre, nelle piazze italiane, torna l'appuntamento a cui gli amici degli animali partecipano ogni anno sempre più numerosi: la Giornata degli Animali.
La zampa di un cane che "batte un cinque" con la mano di un uomo: è questo il simbolo della Giornata. La festa dei nostri amici con la coda, che cade durante il weekend successivo alla ricorrenza di San Francesco, è un appuntamento ormai tradizionale per gioire insieme ai nostri animali, oltre che un'occasione fornita dall'Enpa per compiere qualche buona azione verso i loro fratelli più sfortunati.
Fin dal 20 settembre, si ha la possibilità di aiutare la Protezione Animali grazie alla disponibilità di Tim, Vodafone, Wind, 3 e Telecom: con il numero unico 48585, dal 20 settembre al 10 ottobre, chi invia un sms dona 1 Euro e riempie una ciotola dei cani e gatti accuditi dall'Enpa, chi telefona da telefono fisso dona 2 Euro (e di ciotole ne riempie due!), grazie al generoso contributo di Effeffe, azienda leader nella produzione di petfood.
Sto facendo delle ricerche su degli antenati di famiglia emigrati in Argentina e in Brasile agli inizi del ‘900, così mi trovo a navigare su siti specializzati e sono rimasta colpita da quanta gente sia interessata alle proprie origini e faccia delle ricerche in merito.
Addirittura esistono forum in cui si può chiedere aiuto con le traduzioni oppure su come fare per ottenere dei documenti e in poche ore si ha una risposta o perfino una traduzione perfetta dei certificati, anche se sono scritti in italiano a mano, e quindi praticamente illeggibili.
Tra i vari siti che ho visitato ce ne sono due molto particolari e toccanti (www.familyoldphotos.com e deadfred.com), in cui vengono esposte delle vecchie foto di famiglia. C’è anche una sezione dedicata alle foto “misteriose”, cioè di persone di cui non si conosce l’identità.
Incuriosita da queste foto ho deciso di dare un’occhiata al vecchio album di famiglia ed effettivamente devo dire che le vecchie foto hanno un fascino tutto speciale... in particolare ho trovato quelle dei miei zii, che durante la guerra hanno prestato servizio in marina e sembrano la versione antica (ed etero!) delle foto dei marinai di Jean Paul Gaultier.

Il marinaio di sinistra è mio zio, ma quello di destra?
Se qualcuno lo riconosce come un suo parente mi aiuterà a risolvere un piccolo mistero familiare!
Per la gioia di tutti quelli a cui non era bastato Open Water (quel film in cui una coppia si perde durante un’immersione in mare e rimane a mollo per tutto il tempo, in attesa che gli squali ci conducano verso il lieto fine), è uscito il seguito, Alla deriva!
Il film racconta la storia di un gruppo di amici che si incontrano dopo anni di lontananza per passare insieme una vacanza su uno yacht.
Notare che una dei partecipanti è terrorizzata dall’acqua per un trauma infantile (e la domanda sorge sponanea: ma cosa ci fai in questo film?!?), ma non per questo rinuncia alla gita o a portare addirittura con sè la figlia di pochi mesi! Alzi la mano chi non l’avrebbe fatto!
Questo già dovrebbe essere un indizio sul quoziente intellettivo medio dei protagonisti, ma non passa molto che abbiamo la conferma del nostro sospetto: il gruppo decide di fare un bagno collettivo in mare aperto, ma, dopo avere sguazzato per bene tra le onde, i protagonisti si accorgono però che nessuno si è ricordato di calare la scaletta! Ma che sbadati!
Seguono una serie di catastrofici tentativi di tornare sulla barca, naturalmente uno più stupido dell’altro... ci mancava solo che chiedessero aiuto alla neonata rimasta a bordo!
Morale: anche questa è selezione naturale...